Il nuovo volume
LE PIU’ BELLE CANZONI SICILIANE
di Mimmo Mollica (Armenio Editore)
Il prezzo del volume è 24 €
Può essere richiesto ad Armenio Editore
Le più belle canzoni siciliane
Da Ciuri ciuri a Vitti ‘na crozza
Dopo il successo della prima edizione, ecco la seconda edizione del volume ‘Le più belle canzoni siciliane’, che si arricchisce delle trascrizioni musicali, realizzate con la collaborazione di Pippo Faranda.
Il volume si ripropone con altri canti e con una serie di documenti, foto ed argomenti che Mimmo Mollica, autore del volume, ha accuratamente preparato e selezionato, per renderlo ancora più ricco e documentato.

I testi completi e le musiche
E’ questa la seconda edizione del volume ‘Le più belle canzoni siciliane’. La prima è andata esaurita. Si sarebbe trattato di farne una ristampa. Ma così non è. La presente edizione, infatti, pur riproponendo al completo quanto già pubblicato da Armenio Editore, nella precedente edizione, si arricchisce delle trascrizioni musicali, realizzate con la preziosa collaborazione di Pippo Faranda. Il volume si arricchisce, inoltre, di altri canti e di una serie di documenti, foto ed argomenti che Mimmo Mollica, autore del volume, ha accuratamente preparato e selezionato, per renderlo ancora più ricco e documentato. Tra gli argomenti di nuova pubblicazione alcuni potranno andare incontro agli appassionati più esigenti e curiosi, interessati ad allargare il proprio repertorio di canzoni popolari siciliane e ad approfondire il dibattito sulla loro provenienza e…sopravvivenza.
Un dibattito che Mollica ha sempre tenuto vivo, sin dal suo ‘ingresso’ in questo mondo, del quale continua a fare autorevolmente parte, con rinnovato impegno. Di recente, infatti, ha realizzato una serie di trasmissioni radiofoniche per Radio 2 Rai, dal titolo ‘Musica di confine’, con l’intento di approfondire il dibattito sulle sorti della musica etnica e sui generi che fanno ricorso all’uso del dialetto per
l’elaborazione dei testi delle canzoni.

Dibattito proseguito con ‘Taccuino italiano’, serie scritta e condotta dallo stesso Mollica su Rai International, per gli italiani all’estero e con ‘Riveduti & corretti’, attualmente in onda su Radio 2 Rai.
Abbiamo, poi, deciso di aggiungere una rassegna stampa, attraverso la quale ‘presentare’ l’autore, inquadrandolo nella sua ‘storia’ di appassionato cultore di canzoni e tradizioni popolari, come testimoniano i suoi tanti recensori, a partire da Renzo Arbore che interviene, opportunamente, nel dibattito osservando come spesso la canzone attribuita ad un certo repertorio sia stata “approssimativamente etichettata come musica ‘folk’ (ma che altri chiamano, più giustamente, 'popolare’)”.
Rassegna stampa
RASSEGNA STAMPA ‘VINNI CU VINNI’
(Selezione)
RADIO CORRIERE TV
Un siciliano
Ristagna, da qualche tempo a questa parte, la produzione nostrana di quella che viene approssimativamente etichettata come musica ‘folk’ (ma che altri chiamano, più giustamente, ‘popolare’). Molti esecutori, arrivando alla notorietà, sembrano essersi fermati a ‘vivere di rendita’, altri sono incerti sulla strada da seguire, qualcuno procede tra rinnovate difficoltà per la scarsa ospitalità concessa dalla televisione.
Tra le proposte più interessanti e valide, tuttavia, arriva ora quella di Mimmo Mollica, un cantante e appassionato siciliano, che ha inciso ‘Vinni cu vinni’, una raccolta di canti popolari siciliani. Si tratta di una carrellata nella Sicilia del Risorgimento a base di canti di notevole valore musicale e di costume (nonché storico) comprensibili anche ai non siciliani (….) (Anno LV – n. 45, 5/11/78)
Renzo Arbore

FAMIGLIA CRISTIANA
Un album dedicati ai canti siciliani
Con una splendida veste editoriale, che si arricchisce di un fascicolo con belle illustrazioni a colori, la Polydor presenta un 33 giri interamente dedicato al folklore siciliano, nell’interpretazione di tre sperimentatissimi artisti: Mimmo Mollica, cantante compositore e arrangiatore, Delfio Plantemoli, chitarrista e fisarmonicista e Calogero Emanuele, percussionista e mandolinista. ‘’Vinni cu vinni’ è il prodotto finale esemplare di questi tre giovani che hanno ben compresa la lezione del folklore, e che con le loro rielaborazioni lo hanno portato a livelli altissimi. Il coraggioso esperimento merita l’appoggio del pubblico italiano, oltrechè l’apprezzamento dei siciliani. (29/10/78).
Luigi Della Croce e Masetto

DOMENICA DEL CORRIERE
I canti siciliani
Diversi sono i modi di raccontare gli avvenimenti storici. (…) Uno dei periodi storici più raccontati da questo repertorio è stato il Risorgimento (…). Ma quale mezzo è migliore per questo scopo se non la canzone popolare? E’ attraverso i cantastorie, le ballate, i motivi satirici, infatti, che si può conoscere un’altra storia. Proprio a questo aspetto è dedicato un disco del cantante siciliano Mimmo Mollica, ‘Vinni cu vinni’ (Polydor). (Sett. del Corriere della Sera, n. 4 -24/1/79).
Mario Colangeli

SORRISI E CANZONI TV
In un sontuoso album illustrato, Mimmo Mollica interpreta una ministoria del Risorgimento filtrata dalla tradizione siciliana: ‘Vinni cu vinni’, (…). (n. 40 1-7/10/78)
IL GIORNO
Mimmo Mollica ‘Vinni cu vinni’
In un sontuoso album riccamente addobbato (…) Mimmo Mollica propone una raccolta di canti della tradizione isolana, spaziando dagli inni risorgimentali (‘Vinni cu vinni’, venne chi venne saluta appunto l’arrivo di Garibaldi), ai canti di lavoro e d’amore (…). L’esecuzione rigorosa e suadente tiene conto della semplicità di struttura di quelle antiche melodie. (11/7/78)
IL GIORNALE DI SICILIA
‘Vinni cu vinni’ di Mollica
Dall’incontro di due artisti siciliani, il cantante folk Mimmo Mollica e il pittore Nino Sciacca, è nato un interessante LP, edito dalla Polydor. I due artisti hanno in comune non solo un dato anagrafico, essendo originari entrambi della provincia di Messina, ma anche una attenzione particolare, un vero e proprio ‘culto’ delle tradizioni popolari.
(…) attraverso una indagine approfondita e rigorosa. Ed è questa la caratteristica che colloca Mimmo Mollica nel novero dei cantanti folk più impegnati. (13/9/78)

GAZZETTA DEL SUD
Il ‘codice vivo’ di Mimmo Mollica
Finalmente anche in Italia stiamo ritrovando il nostro canto popolare e l’espressività tradizionale s’impone per la bellezza ed il profondo significato che la caratterizza. (…). La risposta è in questo ‘prodotto’ di Mimmo Mollica, che evidenzia uno stile particolare, nella funzione dell’espressione all’interno del contesto in cui è nato ed è funzionale momento di comunicazione tra lui Plantemoli ed Emanuele. Mollica dimostra dopo anni di accurato lavoro da archeologo, qual è la vera canzone siciliana, qual è il vero folk (…). Mollica, artista percettivo, ha capito che sta qui, in questo essere l’espressione dei toni dell’umore innato dell’uomo la chiave per far comprendere come ciò che è stato creato spontaneamente dal popolo non è soggetto all’usura del tempo (…). La musica popolare è un codice vivo, comprensibile da tutti. (27/6/78)
Renato Cortimiglia

LA GAZZETTA DEL POPOLO
‘Vinni cu vinni’ non è uno scioglilingua. E’ il long playing di canti tradizionali siciliani interpretati con grande effetto da Mimmo Mollica. Il cantante, che per molti anni ha portato in giro per l’Italia i suoi spettacoli di folk, si sofferma in questo disco sui canti e sulle musiche popolari della Sicilia. (1/8/78)
MUSICA E DISCHI
Corriere internazionale della musica
Un’impeccabile operazione di folk revival compiuta sulla musica popolare siciliana. (n. 385, 7/78)
HI-FI
In questa direzione si muove il trio guidato da Mimmo Mollica, che rivela di possedere una netta impronta di personalità. (…) Il disco non nasce dal nulla, d’altronde: anzi ha un interessante background. Mollica, cantante folk di lunga esperienza, collaboratore del poeta Ignazio Buttitta (…). Esecuzione: materiale tradizionale siciliano rafforzato da sensibili arrangiamenti. Incisione: ottima. (Anno 3 n. 24 10/78) 
Premio nazionale del ‘Paroliere’
L’esame delle schede pervenute agli organizzatori del ‘Premio nazionale del Paroliere’, la manifestazione che si svolgerà a Reggio Emilia, ha dato le prime indicazioni: Paolo Conte, Alberto Fortis, Donatella Rettore e Pino Daniele sono stati tra i più votati (…). Per il cabaret sono in lizza Enzo Jannacci e Roberto Benigni. Eugenio Bennato, Michele Straniero, Roberto De Simone e Mimmo Mollica sono invece tra i più votati per il folk. (Anno 28 n. 309 – 15/11/79)
Renato Cortimiglia
Mimmo Mollica
Mi insegnava Buttitta ad amare la mia lingua


Spesse volte mi è capitato di sentirmi richiedere il testo, possibilmente scritto, di canzoni siciliane più o meno conosciute. Trattandosi di amici o di conoscenti ho, il più delle volte, fatto il possibile per accontentarli, in qualche modo.
Altre volte è capitato, in occasione di feste o di riunioni tra amici, di cantare canzoni siciliane la cui melodia è da tutti conosciuta a differenza del testo, conosciuto solo in parte o in maniera frammentaria. Ciò capita ancora, spesso.

Il risultato è che non tutti riescono a fare parte del “coro”, sicché rimangono ad ascoltare col desiderio di potere, in qualche modo, procurarsi i testi di canzoni, magari, amate e non frequenti da ascoltare, ma che piacerebbe imparare a memoria o avere sotto mano.
Considerato che i mass media non trasmettono quasi mai canti folkloristici o regionali, non rimarrebbe che procurarsi i dischi delle canzoni incise da gruppi o da cantanti folk, questi ultimi ormai sparuti, nel tentativo di apprenderne le parole.
Cosa anche questa non sempre agevole. Ho notato, infatti, che spesso non risulta facile capire tutte le parole, per varie ragioni.

Non esclusa la mancata dimestichezza con il nostro stesso dialetto, nelle sue sfumature locali, o con termini ed espressioni arcaici o in disuso.
Sono queste alcune delle ragioni per cui ho pensato di pubblicare la presente raccolta di canzoni siciliane, tra le più conosciute, nella speranza che essa possa colmare un vuoto esistente ed essere accolta come il frutto di un lavoro sincero ed appassionato.
Se contribuirà a farvi cantare, sarà maggiore la soddisfazione e se potrà servire a tramandare e diffondere un certo repertorio di canzoni siciliane ne sarò felice.
E’ per questo che abbiamo voluto completare il volume, con la pubblicazione degli spartiti musicali, che risulta così più ricco e completo. Per questo ringrazio di cuore Pippo Faranda, per il paziente e appassionato lavoro di trascrizione musicale.
Mimmo Mollica

Studioso ed appassionato di tradizioni popolari e musica d’autore, ha collaborato a lungo con il poeta siciliano Ignazio Buttitta e con le cantanti folk Amalia Rodrigues, Rosa Balisteri, Maria Carta (foto in basso).
Per la Polygram ha pubblicato il LP 'Vinni cu Vinni', una raccolta di canti popolari del Risorgimento siciliano. 'Vinni cu vinni' in dialetto siciliano significa 'Venne chi venne': colui - cioè - ch'era destinato a venire (ovvero Garibaldi). Ha fatto parte del cast del Derby Club di Milano, il mitico locale in cui si sono formati Dario Fò, i Gufi, Cocky e Renato, Enzo Jannacci, Teo Teocoli, Massimo Boldi.
Oggi è condutore e autore di testi radiotelevisivi. Per la Rai, di recente, ha fatto parte dello staff autorale di ‘Domenica In’ ed ha scritto e condotto i programmi a puntate ‘Musica di confine’ (Radio2), ‘Taccuino italiano’ (Rai International), ‘Riveduti & corretti’ (Radio2), ‘Italiano cantato’ (Radio2), 'Le colonne del cinema' (Radio2), 'Raccolte Differenziate' (Radio2).

Fazzoletto rubato
Ritrovarle anziché perderle
In passato, nell’arco della mia attiva permanenza negli ambienti della musica popolare siciliana, ho avuto modo di constatare una certa avversione per quel repertorio di canzoni siciliane che potremmo definire turistiche, propagandistiche o oleografiche.
Lo stesso dicasi per quel repertorio che si ritiene poco attendibile e che è improbabile testimonianza della cultura popolare siciliana tradizionale, nel suo patrimonio scritto o orale.
Si tratta di canzoni d’amore per una donna o per la propria terra, per la propria città. Di satire, di macchiette, di ciuri, oppure di “quadretti” raffiguranti costumi e situazioni sociali, che effettivamente nulla hanno a che vedere con il repertorio tradizionale.

Per contro, tornando alla “mia permanenza negli ambienti della musica popolare siciliana”, mi capitò di prendere atto di come talvolta canti catalogati e raccolti dai diversi studiosi (Pitrè, Vigo, Favara, Salomone-Marino, etc.) venissero saccheggiati, rimaneggiati, incollati e adattati ad improbabili melodie (ma sarebbe più appropriato dire motivi musicali), da cantanti e gruppi folk, in nome di una “autenticità” non troppo e non sempre... autentica.
E molto spesso in quei canti non vi era dramma, né gioia, né anima, né storia. L’unico valore stava nel fatto che le varie strofe risultavano catalogate e i versi ‘tradizionali’. Le canzoni così ricavate erano perciò definibili “di ricerca”.
Al contrario, in molti dei canti ritenuti “inattendibili” o effettivamente tali vi è gioia, sentimento, divertimento, bellezza, storia, colore e poesia. Perché, allora, rinnegarli? Perché mortificarli?
Vi è da credere che un giorno queste canzoni saranno “di ricerca”.
Facciamo in modo che possano trovarsi anziché perdersi, per sempre. (M.M.)

‘Mentre i panni alla siepe stendevi,
io ti rubai il migliore fazzoletto’
Il dono, la promessa o il ‘furto’ del fazzoletto rappresentano una simbologia comune a molte regioni. Il fazzoletto, nel linguaggio amoroso, rappresenta simboli di candore, di purezza e di semplicità.
Il fazzoletto, bianco per antonomasia, viene lavato alla fonte, con acqua pura di ruscello e poi steso su rami di rosa, proprio sotto l’occhio del sole, anch’esso simbolicamente fuoco dell’amore ed elemento purificatore.
Amor dammi quel fazzolettino /
vado alla fonte e lo vado a lavare. /
Te lo stendo su rami di rosa / etc.
E così il fazzolettino è simbolo d’amore. Fazzoletto come tale, come pegno d’amore, da conservare, per poterlo stringere tra le mani quando si è lontani, per poterlo stringere al cuore…Per asciugare le lacrime. Ma secondo alcuni le cose non starebbero in maniera del tutto poetica, né totalmente ingenua e il fazzoletto assumerebbe una simbologia sempre legata all’amore ma ad un amore adulto, fatto di sentimenti, di complicità maliziosa e di…sesso. Nell’interpretazione della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Roberto De Simone ha rielaborato il testo della canzone del fazzolettino (o muccatùro) che dice:
Tu mi hai promesso quattro muccatùra / io sono venuto
se me li vuoi dare./ E se non quattro dammene almeno
due…/ Ciò che porti addosso non è roba tua.


In questa versione, come mi è capitato di leggere, al fazzoletto verrebbero attribuite addirittura simbologie politiche: il fazzoletto come fazzoletto di terra, come sede delle radici, come oggetto di conquista.
Una versione incisa dal sottoscritto nell’album ‘Vinni cu vinni’, edito dalla Phonogram (Polydor 1978, Edizioni Intergong) dice:
E la bella mi prumisi un muccaturi,
mi lu prumisi a lu ciumi a lavari.
Ed acqua d’oru e sapuni d’amuri,
ogni stricùni ti vurria vasari.
Poi ti lu stennu all’occhiu di suli,
supra ‘na rosa p’un s’allurdiari.
Di punta e punta l’haiu a ricamari
E ‘nta lu menzu ‘n’aquila riali.
Vinni cu Vinni
“Vinni cu Vinni” nello Scrigno di eBay
A distanza di 28 anni dalla sua uscita il Lp Vinni cu Vinni di Mimmo Mollica, pubblicato nel 1978 dalla multinazionale Phonogram, con etichetta Polydor, torna in cima alle classifiche della musica folk. A decretarne il primato, stavolta è il sito eBay, il grande mercato online, che oggi conta più di cento milioni di utenti registrati, in tutto il mondo.
Dopo avere vinto il premio nazionale del Paroliere ed occupato il 19.mo posto della classifica mondiale del genere folk, redatta da Dario Salvatori, curatore di Radioscrigno Rai, Vinni cu Vinni torna nelle vette più alte della classifica folk, proprio nella sezione Lo scrigno dei vinili, pubblicato da eBay, dove raggiunge la massima quotazione di mercato: 25 euro.

Nella “classifica”, accanto al volume di Mimmo Mollica ritroviamo gruppi come I Chieftains, i maggiori esponenti del folk irlandese, ma anche Woody Guthrie (The legendary), Giovanna Marini (La creatora e la nave), Mikis Theodorakis (Chanson de lutte), Paolo Pietrangeli (Mio caro padrone domani ti sparo),
Inti Illimani (Canto de pueblos andinos), Amalia Rodrigues (A una terra che amo), Jorge Saldana (Canti della rivoluzione Messicana), Maria Carta (Dies irae), Piovani -De Santis (Roma), Folkstudio Singers (Bethlehem city of light), album in vinile divenuti cult, perché rari, mai scomparsi dal mercato discografico mondiale.
La massima quotazione di mercato (25 euro) è attribuita a Vinni cu Vinni a pari merito con I Chieftains, superati solo dal Gruppo Operaio 'e Zezi con Tammuriata dell'Alfasud (35 euro). Il volume di Mimmo Mollica, Vinni cu Vinni, raccolta di canti del Risorgimento siciliano, ebbe un buon successo negli anni ’80 ed ottenne numerose partecipazioni radiofoniche e televisive (Giorni d’Europa e Apriti sabato di Marco Zavattini, Rai1) e fu recensito dai maggiori critici musicali: Renzo Arbore, Mario Luzzatto Fegiz (foto sotto), Dario Salvatori (foto di gruppo sotto con lo staff di RadioScrigno Rai), Mario Colangeli. Dal Corriere della Sera a Famiglia Cristiana, dalla Domenica del Corriere a Il Giorno, da Ciao 2001 a La Gazzetta del Popolo. 

“Con una splendida veste editoriale, arricchita da un fascicolo con belle illustrazioni a colori, la Polydor presenta un 33 giri interamente dedicato al folklore siciliano”, scrivono Luigi Della Croce e Masetto su Famiglia Cristiana del 29/10/78. E Renzo Arbore, su Radiocorriere Tv del 5/11/78, scrive della “stagnante produzione nostrana di quella che viene approssimativamente etichettata come musica ‘folk’ e delle rinnovate difficoltà per la scarsa ospitalità concessa dalla televisione.

Tra le proposte più interessanti e valide, tuttavia, quella di Mimmo Mollica, un cantante e appassionato siciliano, che ha inciso Vinni cu Vinni, una raccolta di canti popolari siciliani. Una carrellata nella Sicilia del Risorgimento a base di canti di notevole valore musicale e di costume (nonché storico) comprensibili anche ai non siciliani.
VINNI CU VINNI ® 1978 Polydor – Distribuzione Phonogram S.p.A. – Testi e musiche riel. Mimmo Mollica – Produzione Niko Papathanassiou – Edizioni Intersong Italiana
http://stores.ebay.it/LO-SCRIGNO-DEI-VINILI_Vinili-musica-folk_W0QQcolZ2QQdirZQ2d1QQftidZ2QQtZkm
Solo la felicità può rendere leggeri
comitato italiano per la lotta contro la violenza nello port
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Dischi in vinile
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Il paesaggio è cultura che si aggiunge alla natura

Il paesaggio esiste male dove non c’è una vista e un gusto che possano giudicarlo; il paesaggio è cultura che si aggiunge alla natura, fuori dalla cultura sbiadisce. Solo quando i piedi di Armstrong ebbero toccato la superficie lunare, solo dopo quell’orma e lo sguardo che la scrisse nella memoria, il paesaggio della luna fu vivo. Altrettanto per la nostra isola. I cui cieli e monti, acque e campi, tanto più si facevano sostanze calde e contemplabili quanto più cresceva nell’uomo il bisogno di intervenire a mutarli e la coscienza delle mutazioni.
Col rischio che, via via affievolendosi questa, e degradandosi quello sino alle odierne ferocissime oltranze, l’autostrada soppiantasse il sentiero, il cemento uccidesse la spiaggia, l’incendio scorticasse dolorosamente le selve; e, insomma, assai poso sopravvivesse intatto dell’originaria costituzione. Era bella la Sicilia duemila anni fa. Bella osa essere ancora, a dispetto dell’uomo ma anche in grazia dell’uomo.
Poiché il paesaggio non è soltanto belvedere di albe e tramonti, ma anche esito di braccia, utensili e intelligenze. Sicché non si fa in tempo, talvolta, a bestemmiare uno scempio che già, nello slancio dell’arcata di un ponte o nella compagine d’un muro di sassi si è indotti ad ammirare il regalo di un’architettura radiosa. Così discorde è l’uomo, così indistinguibile in lui la cecità dalla luce.
(Gesualdo Bufalino, L'Isola Nuda, Bompiani)




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